Dopo aver parlato del caso Airbnb torniamo ad occuparci del gap che spesso esiste tra le nuove tecnologie e la capacità della legislazione vigente di regolarne l’utilizzo: negli Stati Uniti è in corso un aspro dibattito sull’uso commerciale degli “aerei senza pilota”, più comunemente conosciuti come droni.
L’Italia sempre più presente nel panorama TT internazionale
“La risorsa fondamentale dell’economia moderna è la conoscenza, e di conseguenza il processo più importante è l’apprendimento. Il fatto che la conoscenza differisca in aspetti cruciali dalle altre risorse rende i metodi dell’economia tradizionale meno rilevanti. […] La conoscenza non diminuisce di valore quando viene utilizzata. Al contrario aumenta il suo valore.” (B.Lundvall, “National System of innovation. Towards a Theory of Innovation and Interactive Learning“, 1992, Pinter, London)
Un recente articolo del Sole 24 Ore, accompagnato da un’intervista ad Henry Chesbrough sull’argomento, offre l’occasione per una riflessione sullo stato del trasferimento tecnologico in Italia.
Smart Cities: abbiamo già tutto ciò che serve?
Per poter essere definita “smart” una città deve essere lo scenario di investimenti in infrastrutture tradizionali (trasporti) ed innovative (ICT) che supportino lo sviluppo di un’economia sostenibile e di un’alta qualità della vita attraverso meccanismi inclusivi di partecipazione privata e pubblica. Al di là del gran numero di definizioni attraverso cui descrivere il concetto, una delle parole chiavi su cui ogni teoria converge è “efficienza”. Secondo il tecnologo Tom Armitage molto di quanto serve per uno sviluppo smart esiste già nella città media, e deve solo essere “svegliato”
Open Innovation e Big Pharma: un binomio possibile
Open Innovation è un modello teorizzato e descritto per la prima volta da Henry Chesbrough dell’Università di Berkeley, per il quale, in un mondo in cui la conoscenza è largamente diffusa e distribuita, le aziende non possono limitarsi ad utilizzare per la ricerca le proprie risorse interne, ma dovrebbero aprire canali di collaborazione con altre entità attraverso l’utilizzo strategico della proprietà intellettuale (licensing in e licensing out), con lo scopo di sviluppare nuovi modelli di business: un accesso più trasversale alla ricerca, quindi, con la possibilità di sfruttare economicamente anche quei risultati che non trovano diretta applicazione nel core business dell’azienda. Questo approccio è largamente utilizzato nel settore hi-tech, ma non può che sembrare estraneo al mondo farmaceutico, in cui la protezione estrema della proprietà intellettuale è sempre stata considerata un paradigma fondamentale.
Il bilancio costi/benefici dell’attività brevettuale
Il numero di brevetti concessi viene spesso descritto nelle statistiche come uno degli indicatori principali nella valutazione delle caratteristiche di innovatività di un sistema. Per quanto un’intensa attività brevettuale possa forse essere indice di una elevata inventività, tuttavia il solo numero di brevetti concessi nulla svela a riguardo dello sfruttamento economico degli stessi, ovvero sull’efficacia dei meccanismi di trasferimento tecnologico adottati dal sistema in esame. Al di là, poi, delle riserve sulla rilevanza del dato stesso nella mappatura delle attività innovative, uno studio di un team di ricercatori della School of Law della Boston Universty, riemerso in occasione della recente ondata di brevetti concessi dall’ USPTO (l’ufficio brevetti statunitense), ha sottolineato lo squilibrio in termini di costi e benefici privati derivanti dall’applicazione di nuovi brevetti in USA tra il 1984 ed il 2009
I falsi miti del recruiting hi-tech
Interviste con domande sconcertanti (“Quanto potresti chiedere per pulire tutte le finestre di Seattle?”), richieste di coding a bruciapelo, curricula persi nel vuoto: alcuni dei falsi miti della selezione del personale stanno progressivamente venendo abbattuti dai giganti dell’hi tech nella corsa ad accaparrarsi i migliori talenti sul mercato. La rivoluzione è partita dalla Silicon Valley per allargarsi al resto del mondo.
Gli Erzelli per Genova: “la voce della società civile”
Lunedì 28 aprile alle ore 17.00, presso la Sala del Consiglio Provinciale di Genova a Palazzo Doria Spinola, si terrà il convegno ” Gli Erzelli per Genova: la voce della società civile”, un incontro per fare il punto sulla situazione del Parco Scientifico e Tecnologico degli Erzelli. Il dibattito, a cui interverrano come relatori il vice sindaco di Genova, Stefano Bernini, il presidente del Dixet, Carlo Castellano, il presidente di Aiesec, Alberto Caviglia, la presidente della associazione Onlus Mater Matuta, Orietta Ciurlo e l’imprenditore Enrico Montolivo, verterà sullo stato di avanzamento del Parco Scientifico e sul suo ruolo nel rilancio della città, sia dal punto di vista industriale che della riqualificazione urbanistica.
L’organizzazione dell’evento, moderato dal giornalista Massimo Minella, caposervizio di “La Repubblica”, è a cura dell’Associazione Mater Matuta, con la collaborazione di Aiesec, Anaste, Ascom Confcommercio-Terziario Donna e 50 e Più, Cna Liguria, Confesercenti, DIXET, Fepag, Istituto Internazionale Comunicazioni e l’adesione di ben 31 associazioni:
L’evento sarà un’occasione per uno sguardo sul panorama dell’alta tecnologia genovese, per ribadire l’importanza del progetto per il rilancio dell’economia cittadina, ed offrirà un’esposizione unitaria delle difficoltà e delle opportunità legate all’integrazione dell’opera nel tessuto socio-economico del territorio.
Embedded Autonomy: la risposta ai ritardi legislativi
22/04/2014: Airbnb comparirà di fronte all’Attorney General di New York, Eric Schneiderman, nell’ambito delle indagni riguardanti la locazione illegale di appartamenti in città. Obiettivo dell’inchiesta sono gli utenti di Airbnb con inserzioni multiple sul sito, fattore che potrebbe indicare che gli stessi agiscano illecitamente per conto di terzi parti. La startup californiana si è già detta impegnata a bandire dal proprio sito i responsabili di condotte illecite, ma ha puntualizzato che l’azione legale messa in atto contro di essa è “sproporzionata“, con riguardo alla quantità di informazioni richieste dall’amministrazione cittadina relativamente ai clienti del servizio.
1941 Start-Up innovative in Italia: un dato significativo?
InfoCamere ha comunicato gli ultimi dati relativi alle iscrizioni nella sezione speciale del Registro Imprese dedicata alle Start Up innovative: alla data del 14 aprile, in tutto il territorio nazionale risultano iscritte 1941 imprese, di cui 32 con sede in Liguria. Rispetto al mese precedente si registra un incremento su base nazionale del 12.9% e del 18,5% sul territorio ligure. Ma c’è chi contesta la rappresentatività di questi dati.
Healthcare Glass Exploration: un canale YouTube per lo sviluppo medico dei Google Glass
Mentre a Milano viene avviato il primo progetto italiano di utilizzo didattico dei Google Glass in ambito clinico, un canale YouTube ospita discussioni e tavole rotonde sull’esplorazione delle opportunità dell’utilizzo di dispositivi wearable in medicina.












